
La mia personale esperienza con lo yoga inizia con il metodo Iyengar.
Avevo provato in passato qualche lezione di Hatha Yoga e di Ashtanga Vinyasa Yoga, ma non mi avevano conquistato. Vuoi il momento della vita magari sbagliato, vuoi l’approccio dell’insegnante che secondo me è fondamentale nell’introdurre una disciplina o una pratica, ad ogni modo, ritenevo dopo queste esperienze che lo yoga non facesse per me.
Una mia carissima amica, che lo praticava intensamente, aveva più volte provato a coinvolgermi senza risultato.
Fu solo dopo un grosso problema di salute legato a una cervicalgia importante che mi convinsi a partecipare in sua compagnia ad una lezione dell’insegnante Massimiliano Morales, una lezione di Iyengar Yoga. La locandina sottolineava come la pratica si concentrasse su allineamento e simmetria al fine di migliorare la struttura fisica, tonificare gli organi interni e rinforzare il sistema nervoso.
Una promessa mantenuta, ti assicuro.
Da quando ho iniziato nel 2017 non ho mai più smesso di amare e riconoscere gli immensi benefici che la pratica apportava al mio fisico e alla mia mente. Nei periodi durante i quali ho praticato poco o non ho praticato, ho pagato a mie spese l’assenza dell’Iyengar Yoga nella mia vita.
Per parlarti in modo preciso e dettaglio di questo argomento, ho intervistato il massimo esperto in città, Yuji Cristaldi insegnante della scuola Yamaniyama di Catania.
Lasciamo a lui la parola.
1. Yuji, chi era il maestro Iyengar? Puoi raccontarci qualcosa su di lui?
Il maestro B.K.S. Iyengar è stato uno dei primi ad aver esportato la conoscenza della disciplina dello Yoga indiano in occidente. La sua fama fece il giro del mondo e ad oggi in più di 80 nazioni esistono delle associazioni nazionali che si occupano di divulgare il suo sapere, formando insegnanti di questo metodo.
Bellur Krishnamachar Sundara Raja Iyengar è nato nel 1918 a Bellur da una famiglia povera. Durante la sua infanzia fu affetto da numerose malattie, così gravi da temere per la sua sopravvivenza. All’età di 16 anni venne introdotto allo Yoga dal professore T. Krishnamacharya studioso ed esperto che dirigeva una scuola di yoga per conto della famiglia reale di Mysore.
Nel 1940, dopo soli 3 anni avendo compiuto fenomenali progressi nella pratica delle posizioni asana, venne mandato ad insegnare in un centro sportivo a Pune, dove pochissimi indiani avevano interesse alla pratica dello yoga, così come del resto in tutta l’India, lo yoga era ormai considerata una disciplina antiquata e in via di estinzione.
A partire dagli anni 50 la fama del maestro Iyengar cominciò a diffondersi in tutto il pianeta. È stato un innovatore dello yoga, ha creato una didattica che ha reso questa disciplina accessibile a tutti. Molti i testi che ha scritto, tradotti in decine di lingue, e milioni le copie vendute. Il 20 agosto 2014 mentre mi trovavo nel suo ashram per i miei consueti corsi di aggiornamento ho ricevuto il terribile annuncio della sua scomparsa, fino a pochi giorni prima avevo avuto l’onore di potermi inchinare ai suoi piedi e ricevere la sua ultima benedizione. Assistere alla sua cremazione è stata una delle esperienze più importanti della mia vita.
2. Nella tua esperienza personale come è avvenuta la scoperta della pratica e perché hai scelto proprio lui come tuo guru?

All’età di 22 anni cominciai per curiosità a seguire dei corsi di yoga, e da subito compresi che questa disciplina mi avrebbe accompagnato per il resto della mia vita.
Dopo 2 anni ho cominciato il primo corso di formazione per insegnanti di yoga, un quadriennio in cui ho viaggiato dalla città di Colonia (Germania) fino a Milano, per ottenere le competenze necessarie per poter svolgere la professione di insegnante. La mia sete di conoscenza teorica era stata saziata, ma quella dell’esperienza pratica, non del tutto. Per questo decisi di andare in India, dove potei confrontarmi con gli insegnamenti dei vari ashram e scuole di yoga, dal nord al sud dell’India. Nel 2001 scopro l’Iyengar Yoga in una scuola di Rishikesh nel nord dell’India, un’esperienza che lascia il segno. Da lì, una volta rientrato in Italia, ho cominciato a seguire la mia insegnante Gabriella Giubilaro di Firenze e i relativi corsi di formazione del metodo Iyengar®Yoga.
Il metodo Iyengar®Yoga è stato praticato da più 40 milioni di persone nel mondo e, come potete immaginare, diventare un discepolo diretto del maestro B.K.S. Iyengar era cosa a dir poco impossibile, eppure ho avuto la fortuna di poter assistere numerose volte alla sua pratica, sedendo a pochi metri da lui. Dal 2005 al 2019, per 6 volte mi sono recato presso la sua scuola in India, in genere per la durata di un mese e una sola volta sono riuscito a restare per due mesi di fila. Vederlo impartire gli insegnamenti ai suoi più fedeli discepoli, che per decenni lo assistevano ininterrottamente, vederlo praticare e intervenire durante le lezioni e incominciare a dirigere le lezioni istruendo gli insegnanti di turno, vederlo seduto ogni giorno sulla sua scrivania all’ingresso pronto a rispondere alle domande di chiunque volesse porgergliele, poterlo osservare nella libreria sempre dedito allo studio e alla stesura del suo ennesimo trattato sullo yoga, sono stati per me, periodi di grande ispirazione.
Il vero Guru, è quello che ognuno di noi ha dentro di sé, bisogna solo dargli il modo di emergere, questa è la consapevolezza che il maestro B.K.S. Iyengar riusciva a risvegliare nei suoi allievi.
3. In cosa si differenzia questo stile dagli altri?
Nel corso degli anni, prima di conoscere il metodo Iyengar®Yoga, ho seguito altri sistemi di yoga e chiaramente ci sono molte differenze.
A partire dagli anni ‘50 del secolo scorso molti insegnanti indiani e occidentali andavano a Pune per fare delle esperienze più o meno lunghe nelle classi del maestro Iyengar e poi una volta tornati a casa, riportavano quanto ricordavano di aver appreso, miscelandolo purtroppo con altri insegnamenti più o meno filosofici di altre scuole. La stragrande maggioranza di insegnanti di Hatha Yoga del mondo sta insegnando parti infinitesime degli insegnamenti dell’Iyengar®Yoga, purtroppo in maniera parziale e imprecisa, e per alcuni versi pure pericolosa se non in maniera totalmente blanda e quindi senza alcuna efficacia.
Quindi preferisco non parlare delle differenze tra metodi che ormai nascono ogni giorno come funghi, sarebbe come mettere sullo stesso piano i maestri della musica classica e degli improvvisati strimpellatori di note a caso (che magari hanno un folto seguito di “fan” grazie al loro carisma, bella presenza o doti atletiche).
Trovo invece doveroso precisare, che per diventare praticanti di yoga, occorre seguire con assiduità un insegnante competente per alcuni anni. Poi, se il desiderio dell’allievo è tale da spingerlo a una formazione per l’insegnamento e il suo insegnante ritiene che sia maturo sia dal punto di vista mentale sia da quello fisico, allora può iniziare un percorso di formazione, che debba essere almeno triennale. Sarà una commissione esterna che non ha alcun rapporto con questo allievo a esaminarlo e a valutare il suo livello di preparazione e conoscenza, per poi decidere se dargli un attestato che lo abiliti all’insegnamento o meno. In più devono esserci vari livelli di preparazione che possano distinguere gli insegnanti principianti, dagli insegnanti più esperti. Quello che ho visto e vedo succedere in maniera sempre più assidua nel corso degli ultimi anni, è che tutti questi passaggi sono stati cortocircuitati completamente: chiunque diventa insegnate di yoga in poche ore e da quando c’è la pandemia, la formazione avviene solo attraverso delle lezioni on line. Lo yoga non è una semplice ginnastica fatta per allungare e rinforzare i muscoli ma è come il bisturi di un chirurgo. Chi di voi si farebbe operare per un trapianto di cuore da uno che dall’oggi al domani si auto referenzia chirurgo, solo per aver visto un paio di documentari su questo argomento? Nessuno? Eppure la stragrande maggioranza dei praticanti di yoga neanche si pone il problema di chi sia l’insegnante a cui si affida, quale sia il percorso che ha seguito e per quanto tempo. Banalmente si crede che se un soggetto solo perché è stato in India per un paio di mesi e perché no, anche per un paio di anni, allora deve essere un bravo insegnante per forza. Niente di più sbagliato.
Tutto ciò ha portato all’impoverimento della disciplina, che però ha ancora alla base dei capisaldi, come la pratica del metodo Iyengar®Yoga, insegnamenti alla portata di pochi e quindi non incline alla mercificazione della più elevata disciplina, quella dello Yoga con la Y maiuscola.
Il maestro Iyengar, addietro negli anni, venne indicato dal Times come uno delle 100 personalità più influenti del pianeta. Negli anni questo metodo è stato il più apprezzato e tragicamente mal copiato e imitato al mondo.

4. Puoi illustrarci le caratteristiche della tua scuola?
Nella scuola Iyengar®Yoga di Catania si pratica e si insegna solo ed esclusivamente il metodo Iyengar®Yoga ed è tra le più attrezzate in Italia. È dotata di tutti i supporti che servono per eseguire gli esercizi che prevede il metodo, tra cui: 24 postazioni per l’utilizzo delle corde alle quali ci si appende, strutture in legno di varie forme e misure, cuscini di varie dimensioni, mattoni, coperte, cinture e sedie specifiche, impianto di riscaldamento a pavimento, climatizzatori e deumidificatori e 12 grandi finestre che rivestono 2 delle 4 pareti della sala, garantiscono una temperatura ottimale e un continuo ed efficace ricambio d’aria, permettendo così agli allievi di praticare nel massimo comfort e in piena sicurezza.

5. Chi può avvicinarsi alla pratica e quali sono i benefici?
La pratica, grazie all’utilizzo dei supporti, è adatta agli allievi di tutte le fasce d’età. I più giovani, anche provenienti dal mondo dello sport, riescono a fare esperienza dei propri limiti e imparano ad apportare le migliorie necessarie per evitare di farsi male e ottenere uno stato di benessere totalmente diverso da quello sperimentato prima. Le persone meno flessibili e magari non più giovanissime o fuori allenamento da molto tempo, riescono già in poche lezioni a migliorare la percezione del loro corpo e a ottenere una postura più corretta. I muscoli deboli vengono rinforzati e quelli contratti vengono distesi, la mobilità articolare migliora, specie quella della colonna vertebrale. Le posizioni dello yoga hanno lo scopo di raggiungere attraverso delle stimolazioni benefiche anche gli organi più interni, migliorando il sistema cardiocircolatorio e influenzando positivamente il sistema immunitario. Nel corso degli anni svariate riviste medico-scientifiche internazionali e referenziate hanno pubblicato gli studi sugli effetti della pratica dello yoga secondo il metodo Iyengar (vedi gli allegati sul sito nazionale www.iyengaryoga.it, Pubblicazioni, Studi Scientifici).
Gli insegnanti Iyengar sono formati in modo tale da poter scegliere gli attrezzi più adatti alle varie tipologie di allievi, per poterli aiutare individualmente anche durante una lezione di gruppo. Chiaramente la lezione si articola su diverse varianti che vanno proposte di volta in volta all’allievo giovane e atletico o alla persona più matura che ha delle limitazioni cui fare attenzione.
Lo scopo è quello di aiutare tutti i praticanti a sviluppare una mente concentrata e meditativa, attraverso un percorso di rinforzo del sistema nervoso ed uno sviluppo armonioso del corpo.
Ringrazio Yuji per il suo tempo e ti segnalo i link nei quali puoi trovare maggiori info su di lui e sulla scuola.
Link al sito della scuola: www.yamaniyama.it
IG @yuji_cristaldi_iyengaryoga
A questo punto non posso far altro che invitarti a provare e così a scoprire i benefici della pratica anche su di te!
