Lo stilista architetto

Storia di Gianfranco Ferré

Credits: DireDonna

Chi come me era una ragazzina tra la fine degli anni ’80 e la metà degli anni ’90 non può non ricordare l’appuntamento estivo con “Donna sotto le stelle”, una  trasmissione televisiva  che chiudeva  la settimana della moda di Roma.

L’evento, organizzato dalla Camera nazionale della moda italiana, andava in onda in diretta dalla scalinata di Trinità dei Monti in piazza di Spagna a Roma.

Le edizioni dal 1986 al 1992 sono state trasmesse da Rai 1 e vedevano sfilare esclusivamente le case dell’alta moda, mentre le edizioni dal 1993 al 2003 furono trasmesse da Canale 5 includevano  anche le sfilate del prêt-à-porter. 

Era quello il momento in cui noi tutte iniziavamo a sognare di fare da grandi le modelle o le stiliste di moda.

“Donna sotto le stelle” – sfilata Ferré – 1992

Per alcuni anni infatti, anche io mi cimentai con i miei bozzetti, disegnando abiti da sera e da giorno, costumi e abiti da sposa. Quegli abiti e quelle atmosfere ci facevano sognare, contribuirono a diffondere l’idea di una donna dea, eterea, bellissima, elegante e irraggiungibile.

E gli inventori di tutto questo erano loro: gli stilisti, designer dell’haute couture.

Abbiamo già parlato di Armani, di Valentino, di Versace e di Krizia, ma un altro nome fondamentale in quegli anni di cui oggi resta una fondazione è quello di Gianfranco Ferré.

È assurdo pensare che uno di quei marchi storici oggi non esista più.

Gianfranco Ferré era nato a Legnano (MI), il 15 agosto 1944. Laureato in architettura, ebbe un casuale debutto nel mondo della moda:  disegnando bijoux e accessori che regalava ad amiche e compagne di università, fu notato da Rosy Biffi, vero talent scout e titolare di una boutique d’avanguardia, che ne parla a Ileana Pareto Spinola e Anne Sophie Benazzo che li ospitano nella loro show room. 

Al maggio del 1978, risale la fondazione della società “Gianfranco Ferré”, con sede in Via San Damiano prima, ed in Via della Spiga, poi. Inizia con il prêt à porter femminile  e con l’abbigliamento maschile, poi nel 1986, debutta nell’Alta Moda, con sfilate a Roma, per sei stagioni. Ecco il periodo che io ricordo.

Nel maggio del 1989 inizia la straordinaria avventura nel nome di Christian Dior, Gianfranco Ferré è nominato Direttore Artistico della Maison più prestigiosa e carica di storia della couture francese per le linee femminili di Haute Couture, Prêt à Porter e Fourrure.  L’incarico presso Dior viene riconfermato nel 1993 sino al 1996.

Foto tratte dal libro Dior By Gianfranco Ferré

Nel 2002 la Società Gianfranco Ferré viene acquisita dalla IT Holding di Tonino Perna e Gianfranco Ferré ne diventa Direttore Artistico. Nel marzo 2007 è nominato Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera, ma muore a giugno dello stesso anno.

Del 2014 poi la terribile notizia: il marchio Gianfranco Ferré chiude i battenti.

Paris Group Dubai, la società divenuta proprietaria dell’azienda, dice stop agli investimenti in Italia, decretando la fine di un altro pezzo del made in Italy. D’altronde, dopo la morte dello stilista, il marchio aveva perso la sua anima. Nessuno degli stilisti che ne avevano preso il posto nell’ufficio stile era riuscito a dare un senso di continuità alle collezioni.

Collezioni che erano caratterizzate dall’uso del bianco e nero e dalle ispirazioni date dai suoi viaggi in India.