Guida sui messaggi che indicano i colori.

Il colore, lo abbiamo detto tante volte, è il nostro più grande alleato di stile.
La tinta più appropriata andrebbe scelta però, oltre che in base alla nostra palette e quindi in funzione dei nostri colori personali, anche in base alla sua capacità di veicolare messaggi subliminali molto precisi.
Rosso
Il rosso viene visto come un colore positivo, energico, assertivo. In negativo, può risultare aggressivo, prepotente, minaccioso e denotare un’inclinazione a emergere personalmente più che a lavorare in squadra (tienilo presente per un colloquio di lavoro). Può quindi incutere un certo timore in una situazione che preveda uno scambio di idee. Ottimo invece da usare per un oratore su un palco per mantenere l’attenzione del pubblico e infondere coraggio a chi parla. Il modo più semplice per temperare l’aggressività è ridurne la presenza nell’outfit ad un unico elemento: una camicia, una collana, una cintura o un foulard.
Rosa
Il rosa è percepito al contrario come femminile, pacato, dolce, rassicurante, corre il rischio di scivolare nello stucchevole e quindi dare una immagine di insicurezza. Può essere utile per dare un tocco di frivolezza ad un tailleur austero, ma in genere è più adatto a situazioni frivole e mondane o semplicemente ricreative e rilassate.
Blu
Il blu è il perfetto alleato del business. Trasmette messaggi di autorevolezza, affidabilità, coerenza e capacità di gestire le emozioni. Per converso apparirà troppo serio in un ambiente rilassato e creativo come quello del marketing e della pubblicità per esempio.
Marrone
Il marrone è pragmatico, socievole, materno e alla mano tanto da invogliare l’interlocutore a confidarsi (perfetto quindi per chi fa giornalismo o lavora nel sociale). In negativo può dimostrarsi noioso o scontato. Non molto adatto ad una serata elegante (anche se dipende dalle sfumature)a meno che non venga declinato su tessuti sontuosi come velluto liscio, pizzo e seta pesante.
Giallo
Il giallo è il colore di chi desidera emergere rispetto alla folla, una scelta positiva, luminosa e attiva con effetti sull’umore. Può essere bollato come impulsivo, frivolo e volubile.
Arancione
L’arancione è il colore meno adatto per un uso professionale in un ambiente corporate, perché in genere associato a divertimento, vitalità, socievolezza e mancanza di inibizioni. Tutto questo in Occidente. Nella cultura orientale invece gli viene riconosciuta la proprietà di favorire la concentrazione. Le tuniche dei monaci buddisti avrebbero lo scopo di agevolare il distacco dalle passioni terrene.
Verde
Il verde appare rilassante, fidato, equilibrato, comunica autonomia. Non se la cava bene sul fronte sex appeal. Se hai una serata speciale, meglio puntare su altre tinte a meno che l’abito non sia in seta e di un bel verde smeraldo.
Viola
Il viola evoca doti come sensibilità, immaginazione, intuizione originalità. In ambito lavorativo viene letto come un indicatore di forte personalità e di diplomazia. Di sera è un’alternativa chic al solito nero. Pecca di eccessivo protagonismo quando si richiede un basso profilo o dove vigono preclusioni di natura scaramantica (vedi alla voce teatro).
Grigio
Il grigio è serio, rispettabile ma anche eccessivamente posato o disposto a sbilanciarsi. È la scelta più sicura per un look da ufficio, sarebbe meglio ravvivarlo con un dettaglio di altra cromia.
Nero
Il nero è sofisticato, misterioso e di grande impatto, ma in dosi massicce può essere giudicato funereo, negativo o snob. Adatto a una occasione formale e quando non si vogliono avere tutti gli occhi puntati addosso. Valorizza sicuramente alcune palette (leggi winter/inverno), ma non è adatto a tutte le altre quindi va usato con alcuni accorgimenti fondamentali.
Bianco
Il bianco esprime pulizia, purezza, freschezza, avanguardia ma può anche risultare freddo, asettico. Come il nero impone una cura quasi maniacale dei tessuti.
Ci avevi mai riflettuto? Ti è stata utile questa piccola guida?
